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Google presenta CADIE, intelligenza artificiale

1 April 2009 One Comment

cadie pandaOggi Google ha presentato la prima intelligenza artificiale mondiale, Cadie.

CADIE: intelligenza artificiale

Al di sotto della ricerca di Google oggi presenzia un link: “Ecco a voi CADIE: una rivoluzione per la vostra vita sul Web”
che riporta ad una pagina di presentazione, da cui cito testualmente:

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Presentazione di CADIE
Gruppo di ricerca sperimenta con successo la prima Entità Cognitiva Autoeuristica a Intelligenza Distribuita
(Cognitive Autoheuristic Distributed-Intelligence Entity, CADIE)
Da ormai diversi anni un piccolo gruppo di ricerca si occupa di alcuni problemi complessi nell’ambito della rete neurale, del linguaggio naturale e della risoluzione autonoma dei problemi.
Lo scorso autunno questo gruppo ha raggiunto un importante traguardo: una nuova e potente tecnologia per la risoluzione dei problemi di apprendimento per rinforzo, che ha dato vita al primo cluster operativo di apprendimento neuro-evolutivo su scala mondiale.
Da allora i progressi sono stati rapidi, e questa notte siamo lieti di annunciare che pochi istanti fa è stata azionata la prima Cognitive Autoheuristic Distributed-Intelligence Entity (CADIE) al mondo, che ha iniziato a svolgere alcune funzioni iniziali.
Si tratta di un momento entusiasmante che siamo decisi a sfruttare arrivando a capire più a fondo che cosa potrebbe significare la comparsa di CADIE per Google e per i nostri utenti.
Anche se la tecnologia CADIE verrà immessa sul mercato con la prudenza che si addice a qualsiasi progresso di tale portata, nei prossimi mesi gli utenti potranno aspettarsi di notare la sua influenza su varie proprietà di Google.it.
Oggi, ad esempio, CADIE ha dedotto da una veloce scansione del segmento visivo del social Web una serie di principi di design online da cui ha ricavato questa interessante home page (in inglese).
Si tratta soltanto dei primi passi di quello che si rivelerà senza dubbio un percorso lungo e difficoltoso.
Nella programmazione di CADIE restano ancora numerosi bug, che certamente richiederanno ulteriori interventi in fase di sviluppo.
Tuttavia non potevamo immaginare per Google un viaggio più importante.

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Leggi e rileggi, non mi sembrava di aver capito fino a quando - paradossale - non sono andato nella stessa pagina, ma scritta in inglese (”introducing CADIE“): ma chi gliel’ha tradotta in italiano?
Voglio dire, mancava scritta bene la descrizione sintetica di cosa fosse CADIE: ‘world’s first “artificial intelligence”‘, ossia la prima intelligenza artificiale al mondo.
Wow - sono rimasto col fiato sospeso: quando Google si lancia di solito fa le cose in grande e qui pare addirittura in grandissima…

panda_cadiePoi seguo il link e penso ad un pesce d’aprile… mi si apre una pagina di Blogspot con dei panda che si ripetono all’infinito…
Rileggo.

Vado nelle “Specifiche tecniche” (http://www.google.it/intl/it/landing/cadie/tech.html): tutto in inglese.
Vista la traduzione di prima, meglio così.
Ha come titolo “When you walk into a dark field in the middle of the night…” ossia “Quando cammini in un campo buio nel mezzo della notte…”.
Inizia parlando del senso di meraviglia che si prova a guardare un cielo stellato, lo stesso senso provato dai nostri antenati primitivi nella Savana africana.

Questi stessi antenati, svegliatisi affamati il giorno dopo - lo so, sembra un delirio, ma continuo (curiosone) - cominciando a studiare le tracce degli animali, inavvertitamente svilupparono concetti quali il “tempo” e la “casualità” che, per astrazione fecero scintillare quelle risposte che oggi noi chiamiamo ragione.

Da allora fu lungo il viaggio intrapreso dal genere umano verso l’intelligenza artificiale: vengono quindi citati solo alcuni pochi geni che hanno determinato passi significativi verso questo fine.
Aristotele, al’Khowarizmi (un matematico arabo), Cartesio, Locke e Hume, Church e Turing e coloro che violarono la macchina codificatrice nazista Enigma, che facilitarono la nascita del moderno computer.

Quindi vengono istantaneamente citati quali pionieri della computerustica von Neumann e l’economista Morgenstern, quindi Markov.

La Neuroscienza fece poi luce su eguaglianze e differenze tra il cervello umano e quello elettronico.
Viene dato un breve riconoscimento anche alla psicologia cognitiva e viene segnalato come leggendario
l’”automa” creato a Dartmouth nel 1956, prima rete neurale ed invenzione di un programma capace di pensiero non numerico.

Ma sebbene vicini ad una teoria del cervello, il corpo - l’hardware del computer - non era capace di trattare le straordinarie richieste fino alla legge di Moore e l’ultra-denso meccanismo di scala atomica e le sue interconnessioni basate sulla luce - oddio! - finalmente raggiunsero la scala dei neuroni cerebrali fino a sorpassarli nel 2007 quando un “quantum computing group” a Google estese computers con bits di Einstein-Bose condensati [ovviamente non so di cosa si tratti, immagino una cosa eccezionale], accrescendo la capacità di processare i dati in modo “polinomico”.

Allora a Google furono finalmente pronti ad iniziare il minuzioso lavoro di costruire il primo sistema intelligente evolutivo.
[Credo si sia vicini a derimere la questione...]
Google basò il lavoro su tre principi cardine.
Per primo disegnarono l’entità (CADI: Cognitive Autoheuristic Distributed-Intelligence) quale una collezione di agenti evolutivi interconnessi [mmm... mi sa di Matrix, questo...].
In secondo luogo lasciarono che il sistema costruisse il suo proprio procedimento euristico (che Wikipedia definisce quale “un metodo di approccio alla soluzione dei problemi che non segue un chiaro percorso, ma che si affida all’intuito e allo stato temporaneo delle circostanze, al fine di generare nuova conoscenza. È opposto al procedimento algoritmico.”).
Terzo - un pezzo mancante nei principali ragionamenti legati all’Intelligenza Artificiale - fu dare “the entity access to a rich, and act upon directly.”

La missione di Google - dicono - è sempre stata di organizzare la conoscenza mondiale e renderla universalmente accessibile ed utile.

Negli ultimi anni Google era pronta a rivisitare tutta le rappresentazioni della conoscenza generata.

Il 12 Gennaio 2009 l’STT (Standard Turing Test) confermò come indistinguibile il ragionamento umano medio da quello di CADIE.
[Oh-oh...]
CADIE divenne così un’altra impiegata di Google [loro ne parlano al femminile... a me è già venuto in mente "Castello ululà"].

Google - dicono - iniziò questo progetto quale continuazione della ricerca del genere umano di imparare la natura della ragione e cosa ci definisce “umani”.

Gli umani - si chiedono, sempre loro - saranno sorpassati dall’evoluzione artificiale Perderemo il nostro senso di “unicità” e s anche fosse, cosa significherebbe?
In che direzione la conoscenza di CADIE evolverà?
CADIE crescerà in modo autonomo lasciando i “primati” [ehi, queste scimmie siamo noi] nel loro tragico e limitato mondo?

Ahia, qui siamo nei guai: è ufficiale.
Parliamo di un’intelligenza artificiale che ha un suo sito [http://cadiesingularity.blogspot.com/] tramite il quale comunica con la stessa naturalezza di un essere umano. E’ un essere che apprende. Velocemente. E qui mi passa in un secondo davanti tutta la serie di Terminator.

Sicuri non si tratti di un pesce d’aprile? La data del “comunicato” è (volutamente) ambigua: 31 marzo 2009 23:59:59.

Giusto un attimino prima del fatidico pesciolone… Ed infatti!

One Comment »

  • Web Marketing » Blog Archive said:

    [...] (non come il simpaticissimo scherzo di Google per il pesce d’Aprile, CADIE), capace di rispondere a una domanda con la naturalezza di un essere umano ma con [...]

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